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Zoom, la rivoluzione a portata di un’App.

Il lockdown, impostoci in seguito all’emergenza Covid -19, ha certamente rivoluzionato molte cose e in vari ambiti.

Tra le rivoluzioni repentine nella nostra quotidianità c’è sicuramente quella legata al mondo della comunicazione, formazione e lavoro.

Il rispetto della necessità di restare a casa per evitare il contagio ha -come più volte detto- promosso per tutte le attività possibili lo smart working, ma soprattutto ha promosso l’utilizzo di piattaforme e App che hanno permesso a grandi, e meno grandi, di continuare molte attività direttamente da casa.

Numerose sono state le App utilizzate per videochiamate di gruppo, per esempio, utilizzate sia in ambito familiare, scolastico, universitario –moltissimi i laureati in videoconferenza- ma anche in ambito lavorativo, per riunioni e call conference.

Dai dati emersi, leggendo molti articoli sul tema, pare che la piattaforma più usata in Italia è stata Zoom, con una esplosione di installazioni a Marzo quando l’applicazione è stata scaricata circa 2,3 milioni di volte dal solo Play Store, un record se si fa il confronto con le altre applicazioni similari.

I dati sono costantemente in crescita anche a livello mondiale, e oggi pare che oltre 300 milioni di utenti utilizzino Zoom.

Ma facciamo un passo indietro.

  • Chi è Zoom?

L’azienda californiana nasce nel 2011, oggi ha oltre 2500 dipendenti, ed è stata quotata a Wall Street nel 2019 con ricavi nel 2020 per 622,7 milioni di dollari, in crescita dell’88% anno su anno, e con un utile netto di 21,7 milioni. Diversi sono i prodotti che offre al mercato ma i più usati sono:

-Zoom Meetings, software per organizzare videoconferenze, con la possibilità di registrazione e trascrizione automatica;

-Zoom Rooms, sistema di videoconferenze per aziende, per gestire più sale e più gruppi, integrabile con i calendari;

-Zoom Webinars,  per tenere corsi che si possono trasmettere live su Facebook o YouTube.

  • Quale è il segreto del successo di ZOOM?

Innanzitutto la semplicità di utilizzo sia per chi deve organizzare una riunione, ma soprattutto per chi deve partecipare (si entra direttamente cliccando sul link, senza bisogno di iscriversi o di scaricare software).
A questo si aggiunge l’alta qualità e la funzionalità delle video chiamate anche nella versione non a pagamento, quella Premium ha un costo, tra l’altro, bassissimo.

Con il piano Basic, inoltre, è possibile fare conferenze a due senza limite di tempo o di gruppo (fino a 100 persone) per un massimo di 40 minuti (limite temporaneamente rimosso in questo periodo di crisi sanitaria).

  • Quali i problemi?

Contestualmente al grande boom di Zoom tante sono state le critiche sui paventati rischi legati alla privacy e sicurezza.

Alcuni problemi iniziali pare fossero di natura tecnica, come ad esempio nel caso della crittografia, un sistema di cifratura che al fine di garantire la privacy rende i messaggi inaccessibili a chiunque non abbia le chiavi di accesso, solitamente il mittente e il ricevente, come avviene ad esempio su WhatsApp.

Su Zoom le conversazioni erano sì cifrate, ma solo dall’utente al server Zoom.

Sul server Zoom i dati restavano, invece, conservati in chiaro e anche se i server erano protetti i dati erano visibili a chiunque avesse il permesso di accedere ai server. Zoom, inoltre, è stata accusata di utilizzare per la crittografia un algoritmo da lungo tempo sconsigliato dagli esperti di crittografia, perché facile da superare.

Nel frattempo altri utenti segnalavano la questione del cosiddetto Zoombombing, cioè l’intrusione di sconosciuti nelle videoconferenze e la trasmissione di contenuti sgradevoli ai partecipanti.

Il software quindi, inizialmente, è risultato essere pieno di bug di sicurezza che magari non erano rilevanti quando Zoom era poco usato, ma che sono risultati evidenti dal momento dell'impennata di utilizzo.

Per correre ai ripari l’azienda ha immediatamente rilasciato numerose versioni (oggi siamo arrivati a Zoom 5.0) con massima sicurezza, per cui possiamo essere più che certi che utilizzare Zoom non sia affatto rischioso per nessuno, a maggior ragione nelle versioni Premium.

  • Come utilizzare al meglio Zoom BASIC nell’interesse di tutti?

Intanto per conversazioni occasionali evitare di usare lo stesso codice Meeting ID ( il codice numerico utilizzato per accedere alle chat) che si usa anche per altre riunioni; abilitando la Waiting Room, cioè filtrando le richieste di accesso alla “stanza” e chiudendo la stanza una volta che tutti i partecipanti autorizzati sono stati ammessi. Ma soprattutto usare, secondo i casi, anche delle password di ingresso per il meeting.

Tralasciando le critiche sul fatto che l’azienda abbia “condiviso” numerose quantità di dati degli utenti con altre aziende, anche con Facebook (ma ricordiamoci che non è poi così segreto visto che l’accesso possiamo effettuarlo anche con account Facebook), e consapevoli  che la pratica del “traffico di dati” è cosa comune a molte aziende che vivono proprio di questo, oggi bisogna essere consci che il web ci espone quotidianamente a migliaia di occhi interessati ai nostri comportamenti e interessi, ai nostri dati e che non sarà di certo Zoom a far scoprire i nostri segreti digitali.

Le falle nei software, dovute a un’errata programmazione, sono purtroppo comuni a molte App e programmi che noi utilizziamo quotidianamente, ma magari non ci viene detto così esplicitamente.

Per questo l’invito - in generale - che ci sentiamo di fare sempre, valido per tutti e in ogni spazio web, è quello di avere sempre un "comportamento digitale" consapevole e responsabile, noi per primi, al fine di tutelare non solo noi stessi ma anche gli altri.

(Articolo scritto da Aurora Lipera)


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